terre piane mostra festival diecixdieci di gonzaga
3221
post-template-default,single,single-post,postid-3221,single-format-standard,theme-bridge,bridge-core-3.0.8,woocommerce-no-js,qode-page-transition-enabled,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,qode-content-sidebar-responsive,columns-4,qode-theme-ver-29.5,qode-theme-bridge,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-6.10.0,vc_responsive
daniele-cinciripini_terre-piane

terre piane mostra festival diecixdieci di gonzaga

I risultati del workshop terre piane saranno in mostra alla quinta edizione del festival diecixdieci di Gonzaga.

17-26 settembre 2021, a Villa Canaro.

La mostra è accompagnata dall’edizione di un catalogo dedicato all’esperienza formativa ed esplorativa dell’Oltrepò mantovano. Il workshop si è svolto tra i primi mesi del 2020 ed è terminato poco prima del lock-down; è stato un momento prezioso di scambio autentico che abbiamo avuto la fortuna di guidare, reso possibile grazie alla sincera dedizione di chi vi ha preso parte, in ordine alfabetico, Noris Cocci, Simone Filpa, il duo Forza –composto da Ginevra Formentini e Nicolò Zanatta, Simone Letari, Federica Mambrini, Maria Antonietta Poy e Romina Zanon.

Siamo felici di aver curato la docenza del workshop e i contenuti di catalogo e mostra insieme ai ragazzi e alle ragazze del collettivo diecixdieci.

Un estratto delle parole di Serena Marchionni dal catalogo:

«Abbiamo percorso insieme brani di paesaggio, studiato i libri dei maestr* di fotografia per capirne la lingua e le intenzioni. Abbiamo condiviso costantemente le evoluzioni delle singole traiettorie di ricerca, anche quando attraversavano momenti d’incertezza e indecisione, costruendo un clima sereno di confronto sulle questioni fondamentali che caratterizzano la pratica di chi utilizza consapevolmente il medium: cosa guardare e come farlo.

L’obiettivo di ognun* è stato quello di perfezionare la propria lingua fotografica, attraverso un rinnovato rapporto con i luoghi. Ciò presupponeva un’epoché, una sospensione del giudizio, una predisposizione del corpo e dell’animo necessaria per guardare al di là del già noto.

Ogni facile soluzione, tematizzante, veniva accantonata in favore di un incontro il più possibile sincero e aperto con l’ambiente. Ogni cliché visivo, che ripeteva soluzioni già note e imperanti, veniva problematizzato e interrogato sulla sua necessità ed efficacia. Ognun* dei partecipant* ha realizzato una serie fotografica, attraverso la quale presentare traccia della propria esperienza nelle terre piane dell’Oltrepò Mantovano. In questa sede abbiamo scelto di esporre e presentare una sequenza d’immagini che intreccia le singole progettualità e punti di vista, quasi a creare un’opera comune, per restituire la dimensione collettiva di studio e ricerca.»

No Comments

Post A Comment