ALESSANDRO MARCHI
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ALESSANDRO MARCHI

E’ stata una scoperta girare in auto per i lunghissimi rettilinei che lo attraversano, o seguire le stradine tortuose in cima agli argini, visitare i suoi villaggi più remoti e sperduti, degni di esperienze di eremiti medievali, o i villaggi abbandonati dall’uomo perché il grande fiume si è ribellato ai suoi tentativi di strappargli con argini nuove terre, o ancora atmosfere che sembrano ferme al secolo scorso, i ponti di barche su cui devi pagare il pedaggio per attraversarli, ma vorresti fermarti a metà tanto sono belli… insomma, un fascino unico!

La mia passione per l’archeologia industriale è stata catturata da un aspetto storico e tecnico: l’uomo che strappa terre al mare, le grandi pompe (idrovore) che continuamente drenano acqua dalla terra per renderla coltivabile e vivibile.

Vedo alcune di esse più antiche (risalgono alla seconda metà dell’800 e all’inizio del novecento) come monumenti, non solo dell’ingegno dell’uomo, ma soprattutto della tenacia, costanza, cocciutaggine, attaccamento alla propria terra, di un popolo coraggioso. Vorrei che le mie immagini (stampate in tecnica antica “Van Dyke”) portassero questo spirito sulla carta.

 

bio

Nato a Verona (1952) e vissuto a Parma, inizia a fotografare in analogico B/N negli anni ’70, poi ha un lungo periodo dedicato solo alle diapositive; da due anni circa ha ripreso in mano la macchina fotografica(digitale prevalentemente) con nuova consapevolezza, appassionandosi sia alla stampa a colori fine-art che alle tecniche alternative, in particolare al “Van Dyke” (stampa bruna), ed al racconto fototografico (Portfolio).
I suoi interessi sono legati alla fotografia del territorio e alla fotografia di reportage di viaggio. Ama individuare il particolare significativo entro il quadro d’insieme. Nel 2017 espone nella mostra “La Pietra viva” nella cittadina di Berceto (PR) stampe Van Dyke sull’architettura ed il paesaggio della montagna parmense. Ha seguito nel 2016 il corso-ws “In un paesaggio terrestre” di Davide Grossi, e nel 2017 il workshop di Monika Bulaj (Colorno). Si interessa dei collegamenti fra fotografia, pittura, letteratura, storia ed etica. E’ socio del Circolo di cultura fotografica “Il Grandangolo” di Parma e socio FIAF.