Ikonemi Fotografia | RONG RONG | East village
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RONG RONG | East village

a cura di Ilaria Di Gregorio

Rong Rong’s East village è il titolo della serie fotografica e dell’omonimo libro dell’artista cinese d’avanguardia Rong Rong. Il volume a cui questo articolo si ispira è il frutto di una lunga selezione fotografica derivante della sinergia tra il fotografo Rong Rong, il curatore Wu Hung e il gallerista Christophe W. Mao ed è stato pubblicato nel 2003 in occasione della mostra omonima presso la Chambers fine art di New York.

L’arte cinese della metà degli anni Novanta risente positivamente delle trasformazioni socio-economiche che stavano investendo il Paese. Dopo la stabilità ottenuta con la rivoluzione culturale di Mao Zedong, terminata nel 1976, il Paese si trova ad affrontare una fase di cambiamento. La classe politica dominante adotta una nuova economia di mercato aprendo il Paese al commercio con l’estero e, di conseguenza, alla relativa influenza culturale, fino ad allora strenuamente rifiutata. La strada della fotografia ufficiale propagandistica inizia ad essere abbandonata e i primi artisti sperimentali, desiderosi di sottrarsi al controllo istituzionale e alla censura, intraprendono dei percorsi da artisti indipendenti.

A metà anni Ottanta in molte delle province del Paese si sviluppa il primo movimento artistico d’avanguardia, denominato 85’ art new wave.  Pochi anni dopo, all’inizio degli anni Novanta Pechino che, come tutte le grandi città, accoglieva enormi masse di popolazione che migravano dalle campagne, diviene la capitale delle avanguardie artistiche cinesi.  Nello stesso periodo si diffonde il fenomeno degli artists village tra cui Yuanmingyuan, considerato il centro dell’arte sperimentale cinese e Songzhuang, gruppi spontanei di artisti occupano territori periferici alla grande città, occupando piccoli villaggi abbandonati.  L’arte inizia ad essere considerata il veicolo d’eccellenza per affermare la libertà d’espressione individuale e la dissidenza verso il potere precostituito, ed è proprio in questi villaggi che gli artisti indipendenti, oppressi dall’alienazione delle grandi città, decidono di stabilirsi lì dando inizio a un esilio autoimposto.

L’East village, il cui nome cinese è Dongcun, diventa un luogo d’arte nel 1992. Costituito da numerose cascine collegate tra loro da strade serrate, il villaggio ricorda le aree desolate delle periferie europee del XIX secolo: tale ambiente portagli artisti a identificarsi e ispirarsi completamente a esso, sentendosi protagonisti di un esilio consapevole. L’esperienza dell’East Village si conclude nel 1994 quando, a seguito di alcuni arresti di diversi artisti residenti, l’intero villaggio viene evacuato e, in una seconda fase, demolito.

Lo scopo degli artisti dell’East village era quello di creare una nuova tendenza nell’arte sperimentale. Erano legati fortemente gli uni con gli altri, cooperavano nella produzione artistica degli amici e vicini, partecipavano alle opere performative gli uni degli altri sia come pubblico che come soggetto. Inoltre, a differenza degli altri artisti di villaggio, questa comunità artistica raggiunge la fama solo dopo i due anni di autoesilio ed è proprio da lì che inizia lo sviluppo di quest’arte dove gli artisti usano diversi strumenti per le performances, tra cui la fotografia che non è solo vista come mezzo di ispirazione ma anche di autorappresentazione.

Rong Rong, inizia a occuparsi di fotografia nel 1988 e si trasferisce all’East village per fuggire dalla solitudine di una città come Pechino con lo scopo di trovare un luogo che possa considerare suo. Lì decide di allontanarsi dallo stile fotografico dei magazine e delle mostre, per interessarsi ai segreti dei cortili, pieni di rifiuti, del villaggio che immortala con sensibile empatia. Documenta fotograficamente le performance realizzate nel villaggio e, in queste occasioni, stringe importanti amicizie con altri artisti tra cui Zhang Huan, Ma Liuming e Duan Yingmei.

Rong Rong viene cacciato dal villaggio dalla polizia, è colpevole di atti osceni, vive per la prima volta sulla propria pelle, la persecuzione politica da parte delle autorità. Questo evento segna una fase di cambiamento in ambito fotografico che vede l’emergere di una forte qualità performativa che lo vede protagonista.

La serie fotografica di Rong Rong che ha come soggetto la vita nell’ East Village è stata realizzata in un solo mese di lavoro, da maggio a giugno, del 1994. La gran parte delle fotografie è dedicata alla documentazione delle performances e altre azioni artistiche. Tra le prime ad apparire nel libro vi sono 12 square meters e 65 kilograms di Zhang Huan che divennero celebri nel mondo dell’arte internazionale proprio grazie agli realizzati da Rong Rong e Ai Weiwei e che apparvero nello stesso anno in una pubblicazione clandestina senza titolo nota come Book with a Black Cover 4. Nella fotografia intitolata 12 square meters dove Zhuang Huan è sospeso nell’aria perchè incatenato al soffitto, Rong Rong attraverso le angolazioni inaspettate e il contrasto drammatico trasforma l’atmosfera caotica della performance in immagini sognanti che aggiungono una nuova dimensione a ciò che il performer aveva in mente quando aveva deciso di sottoporsi a queste torture.

Wu Hung, curatore e autore di questo libro, divide il corpus di lavoro dell’artista secondo tre distinte fasi temporali: la prima (1993-1994), raffigura la comunità artistica dell’East Village nel suo contesto fisico, la seconda (1994-1997) i continui spettacoli artistici avvenuti dopo l’esperienza dell’East village e l’ultima fase comprende gli autoritratti di Rong Rong realizzati sia durante che dopo l’esperienza nel villaggio. Queste fotografie, organizzate cronologicamente e accompagnate dai diari, le lettere e le memorie dell’artista, costituiscono una narrazione della personalità dell’artista collegandola alla storia e all’arte cinese dell’epoca.

La parentesi dell’East village ha segnato l’inizio del cambiamento dei concetti di arte e artista nella cultura cinese dell’epoca. Il nuovo ruolo dell’artista non più dipendente dal potere ma consapevole della propria libertà d’espressione è un problema fondamentale in tutta l’arte contemporanea cinese. Essendo un Paese reduce dalla Rivoluzione culturale maoista, antagonista di qualsiasi dissidenza, non stupisce che in Cina gli artists village siano stati spesso accusati di creare opere estreme e oltraggiose, diventando oggetto di persecuzione politica e di denuncia da parte di autorità e colleghi tradizionalisti. La fotografia diviene in questo frangente medium fondamentale di autorappresentazione e, al contempo, una preziosa testimonianza della lotta per i diritti civili fondamentali che ha animato queste comunità e che ancora oggi anima l’opera di molti artisti in tutto il mondo.

Il libro è integralmente disponibile online a questo link: https://lucian.uchicago.edu/blogs/wuhung/files/2012/12/Rong-Rongs-East-Village.pdf

 

articolo a cura di Ilaria Di Gregorio

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